
Medici di base in Italia: numeri, stipendi e carenza
Trovare un medico di base in Italia sta diventando sempre più difficile: oltre 2 milioni di persone non hanno un medico di famiglia assegnato, e le stime prevedono una carenza di 45.000 unità entro cinque anni. Questa crisi non è dovuta al caso, ma a un insieme di fattori strutturali: stipendi stagnanti, condizioni di lavoro difficili e una programmazione universitaria che non tiene il passo con i pensionamenti. Analizziamo i numeri, le cause e cosa potrebbe cambiare.
Medici di famiglia mancanti: oltre 5.700 · Calo 2019-2024: 5.197 unità · Regioni con carenze: 18 · Stipendio medio: 89.678 euro lordi annui · Pazienti senza medico: oltre 2 milioni
Panoramica rapida
- Carenza di oltre 5.700 medici di base in Italia (Sky TG24)
- Oltre 2 milioni di italiani senza medico di famiglia (La Gazzetta dello Sport)
- Oltre il 38% dei medici supera la soglia dei 1.500 assistiti (iDoctors)
- Dettagli esatti sulla retribuzione 2026 dopo la Manovra
- Impatto reale delle nuove misure sui bandi deserti
- Effettiva efficacia delle indicazioni regionali
- Calo del 39% in Sardegna (2019-2023) (Sky TG24)
- -25,8% in Puglia, -20,9% in Calabria (Sky TG24)
- Salari medici scesi del 6,2% dal 2015 al 2022 (ANAAO Assomed)
- Manovra 2026: 2.300 medici da assumere, aumento di 220 euro mensili
- Indennità fino a 1.825 euro per chi rinuncia alla libera professione
- Rischio che la carenza raggiunga 80.000 unità in 10 anni
La tabella seguente riepiloga i principali dati numerici sulla situazione dei medici di medicina generale in Italia.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Numero medici titolari (2022) | 10.671 |
| Incidenza abitanti | 18 ogni 100.000 |
| Carenza attuale | oltre 5.700 |
| Punti di guardia medica | 2.831 |
| Regioni con carenze | 18 |
| Stipendio medio nazionale | 89.678 euro lordi annui |
| Salario più alto (Bolzano) | 155.354 euro lordi annui |
| Salario più basso (Sardegna) | 74.672 euro lordi annui |
Quanti sono i medici di base in Italia?
I numeri ufficiali fotografano una situazione strutturale in peggioramento. Nel 2022 risultavano titolari 10.671 medici di medicina generale, con un’incidenza di 18 medici ogni 100.000 abitanti. Questo dato, già insufficiente, non tiene conto dell’evoluzione demografica: la popolazione italiana invecchia e la domanda di assistenza primaria cresce in modo proporzionale.
La Fondazione Gimbe ha documentato una carenza di oltre 5.700 medici di base nell’intero territorio nazionale, mentre la stima complessiva per i prossimi anni è ben più grave: 45.000 medici mancheranno entro cinque anni e 80.000 entro dieci anni. Si tratta di proiezioni che non tengono conto degli interventi correttivi, ma basate sul trend attuale di pensionamenti e nuove assegnazioni.
Carenza attuale
Nel 2024 il 15% delle borse di studio per medici di famiglia non è stato assegnato, con punte che superano il 40% in sei regioni italiane. Questo significa che non solo i medici in servizio calano, ma anche il ricambio generazionale non funziona: i giovani laureati preferiscono altre specializzazioni o altri paesi europei. La Sardegna, da sola, ha perso il 39% dei suoi medici di base tra il 2019 e il 2023, seguita dalla Puglia (-25,8%) e dalla Calabria (-20,9%). L’unica eccezione positiva è la Provincia Autonoma di Bolzano, che ha registrato un aumento dell’1% grazie a condizioni retributive e lavorative significativamente migliori.
L’impatto ricade direttamente sui cittadini: chi ha urgente bisogno di un medico di famiglia può trovarsi senza alternative, costretto a rivolgersi ai pronto soccorso già affollati o alle guardie mediche con turnazioni limitate.
Distribuzione per regioni
Le 18 regioni italiane presentano criticità diverse, ma il pattern è chiaro: le regioni del Sud soffrono di un’emorragia di professionisti più accentuata. La Sardegna, con il suo -39%, rappresenta il caso più drammatico, seguita dalla Puglia e dalla Calabria. Al Centro-Nord, anche realtà come le Marche (-1,7%) e la Provincia Autonoma di Trento (-3,3%) mostrano segni di contrazione, pur in misura più contenuta. L’unica nota positiva viene dalla Provincia Autonoma di Bolzano, dove l’aumento dell’1% dimostra che, con le giuste condizioni, è possibile attirare e trattenere medici di famiglia.
Qual è lo stipendio di un medico di base in Italia?
La retribuzione dei medici di medicina generale in Italia varia in modo sostanziale tra regioni e province. Il dato medio nazionale si attesta a 89.678 euro lordi annui, ma questo numero maschera differenze che superano il doppio tra il territorio più generoso e quello più penalizzante.
La Provincia Autonoma di Bolzano registra lo stipendio medio più alto d’Italia: 155.354 euro lordi annui, oltre 80.000 euro in più rispetto alla media. Al secondo posto troviamo Trento con 113.392 euro, mentre la Basilicata si attesta a 99.832 euro. Scendendo verso il Centro-Sud, la Puglia offre 85.113 euro, la Toscana 83.950 euro, e la Sardegna registra il valore più basso con soli 74.672 euro lordi annui. Il divario tra Bolzano e la Sardegna supera i 50 punti percentuali, un dato che spiega in parte la distribuzione disomogenea dei professionisti sul territorio. Per comprendere meglio le differenze territoriali e le cause di questa disparità, puoi consultare l’elenco tribunali italiani. elenco tribunali italiani
Retribuzione base
La retribuzione del medico di medicina generale non è composta da una semplice paga oraria, ma include una parte fissa legata al numero di assistiti, incentivi legati alle performance cliniche, e indennità regionali specifiche. Nel periodo 2015-2022, secondo i dati ANAAO Assomed, i salari dei dirigenti medici in Italia sono calati del 6,2% in termini reali, mentre la spesa per contratti a tempo indeterminato è diminuita del 2,8%. Questo declino retributivo si inserisce in un contesto di lavoro sempre più gravoso: nel 2023 sono state registrate 16.000 aggressioni ai medici e 35.000 denunce civili o penali all’anno.
I medici sardi guadagnano circa 80.000 euro in meno all’anno rispetto ai colleghi bolzanini, eppure entrambe le regioni si trovano in zone periferiche rispetto ai grandi centri urbani. Il problema non è solo geografico: è strutturale, e riguarda il modo in cui lo Stato finanzia l’assistenza territoriale.
Proiezioni 2026
La Manovra 2026 prevede interventi significativi: assunzioni di 2.300 medici e 9.700 infermieri entro il prossimo anno, con aumenti medi di 220 euro lordi al mese per i medici. È inoltre prevista un’indennità mensile tra 246 e 1.825 euro lordi per i medici che rinuncino alla libera professione, un incentivo pensato per trattenere i professionisti nel servizio pubblico. Resta da vedere se questi interventi saranno sufficienti a invertire un trend negativo durato quasi un decennio.
Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe
La carenza di medici di base non è un problema temporaneo: è il risultato di anni di programmazione sbagliata e di politiche che non hanno reso attrattiva la professione nel Servizio Sanitario Nazionale.
Come si chiamano oggi i medici di base?
La terminologia relativa ai medici di base ha subito diverse evoluzioni nel corso degli anni, generando talvolta confusione tra i cittadini. Oggi i termini utilizzati ufficialmente sono tre, e fanno riferimento a ruoli e funzioni specifiche all’interno del sistema sanitario italiano.
Terminologia ufficiale
Il termine “medico di medicina generale” (MMG) è quello più utilizzato nel linguaggio istituzionale e nei documenti ufficiali. Si tratta del medico che ha completato il specifico corso di formazione in medicina generale e che opera sia come medico di famiglia sia all’interno delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT). Un secondo termine in uso è “medico di assistenza primaria” (MAP), che identifica il professionista incaricato di gestire l’assistenza sanitaria di base di una popolazione definita. Il termine più popolare, “medico di famiglia”, rimane comunque quello più comprensibile per i cittadini, anche se tecnicamente si riferisce al rapporto fiduciario tra paziente e medico.
Medico curante e differenze
La differenza tra “medico curante” e “medico di base” è sottile ma significativa. Il medico curante indica il professionista che ha in carico un paziente specifico, indipendentemente dal suo ruolo istituzionale. Il medico di base, invece, è il termine colloquiale per indicare il MMG che opera nel contesto dell’assistenza primaria del SSN. In pratica, nella maggioranza dei casi, il medico curante e il medico di base coincidono: la distinzione emerge solo quando il paziente è seguito temporaneamente da un medico sostituto o in contesti specifici come le guardie mediche.
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