Nonostante funzioni da oltre settant’anni, il Parlamento italiano resta spesso incomprensibile anche per chi lo segue da vicino. Questa guida raccoglie i dati ufficiali per orientarsi nella struttura, nei numeri e nel funzionamento del Parlamento italiano nella XIX legislature.

Deputati: 400 · Senatori elettivi: 200 · Senatori a vita: 5 · Durata mandato: 5 anni · Sede principale: Roma

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Composizione aggiornata dei gruppi parlamentari oltre il 2023 (possibili cambi di casacca)
  • Dettagli su senatori a vita attuali oltre agli esempi noti (Mario Monti, Liliana Segre, Renzo Piano)
3Segnale temporale
  • Il 25 settembre 2022 si sono tenute le ultime elezioni politiche dopo lo scioglimento del 21 luglio (Wikipedia – XIX legislature)
  • La XIX legislature deve concludersi entro il 2027, salvo scioglimento anticipato (Wikipedia – XIX legislature)
4Cosa viene dopo
  • Il Parlamento dovrà legiferare su temi economici e sociali legati al governo Meloni in carica dal 22 ottobre 2022
  • Possibili future riforme istituzionali non ancora annunciate

La tabella seguente raccoglie i dati essenziali sulla struttura del Parlamento italiano secondo le fonti ufficiali.

Campo Valore
Nome ufficiale Parlamento della Repubblica Italiana
Camere Camera dei deputati e Senato
Totale membri 605
Sito ufficiale www.parlamento.it
Legislatura attuale XIX
Deputati 400
Senatori elettivi 200
Senatori a vita 5 (fino a 5)
Durata normale mandato 5 anni

Dove si trova il Parlamento italiano?

Il Parlamento italiano ha due sedi distinte, una per ciascuna Camera. Questa distinzione è fondamentale per orientarsi nella geografia istituzionale romana.

Camera dei deputati a Palazzo Montecitorio

La Camera dei deputati ha la sua sede a Palazzo Montecitorio, situato in Piazza di Montecitorio, nel centro di Roma. L’edificio fu scelto come sede della Camera nel 1871, dopo la proclamazione di Roma capitale d’Italia. Il palazzo ospita l’Aula delle sedute, gli uffici dei gruppi parlamentari e gli spazi di lavoro dei 400 deputati.

Le sedute comuni del Parlamento — quelle in cui Camera e Senato si riuniscono insieme — si tengono anch’esse a Palazzo Montecitorio e sono presiedute dal Presidente della Camera (Wikipedia – Parlamento italiano).

Senato a Palazzo Madama

Il Senato della Repubblica ha la sua sede a Palazzo Madama, in Corso Rinascimento a Roma. L’edificio, che prende il nome dalla duchessa Margherita di Valois (detta “Madama”), fu sede del Senato pontificio prima di diventare il luogo dove si riuniscono i senatori italiani. Il Senato conta oggi 200 senatori elettivi più i senatori a vita, per un totale di 205 seggi inclusi gli incarichi speciali (Senato della Repubblica – composizione).

Il Senato non ha sede a Montecitorio: è un errore comune pensare che le due Camere condividano lo stesso edificio. La separazione delle sedi riflette la distinzione istituzionale tra i due organi, anche se entrambi hanno identici poteri legislativi.

Nota importante

Le sedi di Camera e Senato non sono intercambiabili: il Senato risiede a Palazzo Madama, non a Montecitorio. Il sito ufficiale del Parlamento è www.parlamento.it.

Differenza tra le sedi

Le due sedi non sono equivalenti dal punto di vista architettonico e simbolico. Montecitorio ospita l’Aula più grande e le riunioni comuni, mentre Madama ha una struttura più raccolta. Entrambe sono visitabili su prenotazione attraverso i canali ufficiali del Parlamento.

Le sedute comuni — quelle in cui le due Camere si riuniscono insieme — hanno luogo solo per occasioni specifiche: l’elezione del Presidente della Repubblica, i giudici della Corte Costituzionale e le verifiche sui poteri dei senatori (Wikipedia – Parlamento italiano).

Per chi vuole visitare il Parlamento, entrambe le sedi offrono percorsi guidati organizzati dal servizio comunicazione istituzionale. La differenza tra le due sedi non è solo architettonica: rappresenta la divisione costituzionale tra due organi che, pur avendo poteri identici, mantengono funzioni e tradizioni distinte.

Chi sono i membri del Parlamento?

I membri del Parlamento italiano si dividono in tre categorie principali, ciascuna con caratteristiche e requisiti diversi. Comprendere chi siede nelle aule parlamentari è il primo passo per capire come funziona la democrazia rappresentativa italiana.

Deputati e senatori

La Camera dei deputati è composta da 400 membri, eletti su base circoscrizionale con 8 seggi riservati agli italiani all’estero (Senato della Repubblica – bicameralismo). Il Senato della Repubblica conta 200 senatori elettivi eletti su base regionale, oltre ai senatori a vita.

Entrambi sono eletti per un mandato di 5 anni, salvo scioglimento anticipato da parte del Presidente della Repubblica (Senato della Repubblica – bicameralismo). La Costituzione prevede che il mandato coincida con la durata della legislature, che può essere interrotta solo in casi eccezionali.

La differenza principale tra le due Camere riguarda l’elettorato attivo: per votare per la Camera basta aver compiuto 18 anni, mentre per il Senato occorre averne 25. Questa distinzione, presente fin dall’origine della Repubblica, riflette una concezione del Senato come camera di rappresentanza delle mature istituzioni territoriali (Wikipedia – Camera dei deputati).

Senatori a vita

I senatori a vita sono una categoria particolare prevista dalla Costituzione. Comprendono tutti i Presidenti emeriti della Repubblica, che conservano automaticamente il seggio a vita, e fino a 5 cittadini nominati dal Presidente della Repubblica per meriti insigni nel campo sociale, scientifico, artistico o letterario (Wikipedia – Parlamento italiano).

Tra gli esempi recenti figurano Mario Monti, Renzo Piano e Liliana Segre, nominati per i loro contributi rispettivamente all’economia, all’architettura e alla memoria storica (Openpolis – composizione aule). I senatori a vita possono partecipare ai lavori del Senato e votare su tutte le questioni, ma non possono essere eletti Presidenti della Repubblica.

Il numero totale dei senatori a vita non è fisso: varia in base alle nomine presidenziali e alla vita dei presidenti emeriti. Nel 2050, con l’invecchiamento della popolazione e la riduzione del numero di presidenti emeriti, questa categoria potrebbe modificarsi significativamente.

Requisiti per i membri

Per essere eletti deputato occorre aver compiuto 25 anni, mentre per essere eletto senatore servono 40 anni. Non possono candidarsi coloro che si trovano in determinate condizioni di ineleggibilità o incompatibilità, ad esempio chi ricopre alcune cariche istituzionali locali o chi ha condanne penali per reati specifici.

I requisiti anagrafici più alti per il Senato rispecchiano la tradizione di camera alta presente in molte democrazie, dove si presume che i senatori abbiano maggiore esperienza politica o professionale. Nella pratica, tuttavia, l’età media dei parlamentari italiani si è abbassata negli ultimi decenni, con una presenza significativa di under-40 in entrambe le Camere.

L’articolo 55 della Costituzione stabilisce che “il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”, confermando il principio bicamerale che caratterizza il sistema italiano fin dalla sua fondazione (Senato della Repubblica – bicameralismo).

“Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.”

Costituzione italiana, articolo 55

Quanti politici ci sono nel Parlamento italiano?

Il numero dei parlamentari italiani è cambiato più volte nella storia repubblicana. Dal 1963 al 2020, la Camera ha mantenuto stabilmente 630 deputati. La riforma costituzionale del 2020 ha segnato una svolta significativa nella composizione del Parlamento.

Numero totale parlamentari

Attualmente il Parlamento italiano conta 605 membri totali: 400 deputati e 200 senatori elettivi, più i senatori a vita (fino a 5). Prima della riforma del 2020, i numeri erano 630 deputati e 315 senatori elettivi, per un totale di 945. La riduzione ha tagliato il numero complessivo di 340 unità (Wikipedia – Parlamento italiano).

Questa è stata la più grande modifica alla composizione del Parlamento dalla sua fondazione. Il dibattito sulla riduzione dei parlamentari aveva attraversato diverse legislature, con proposte anche più radicali che proponevano di scendere sotto i 400 totali.

Riduzione recente

La legge costituzionale 1/2020 ha introdotto la riduzione dei parlamentari. Il quesito referendario era stato depositato l’11 gennaio 2020 e il referendum confermativo si è tenuto a settembre 2020, con l’approvazione del 70% dei votanti (Wikipedia – Parlamento italiano).

La riforma è entrata in vigore per le elezioni successive al referendum. Le prime elezioni con i nuovi numeri sono state quelle del 25 settembre 2022, che hanno determinato la composizione della XIX legislature con 400 deputati e 200 senatori elettivi (Wikipedia – XIX legislature).

Il taglio dei parlamentari ha sollevato dibattiti sia a favore che contro. I sostenitori sostenevano che ridurre i costi e aumentare l’efficienza; i critici temevano una minore rappresentatività territoriale e un rafforzamento eccessivo del potere esecutivo.

Il contesto

La riduzione da 945 a 605 rappresenta un taglio del 36%. L’Italia aveva più parlamentari della Francia (577) e della Germania (709), nonostante una popolazione inferiore. Ora i numeri si avvicinano a quelli dei principali partner europei.

Distribuzione tra Camere

La distribuzione tra le due Camere non è proporzionale alla popolazione. I senatori sono eletti su base regionale, con un minimo garantito di seggi per ogni regione. Questo sistema protegge le regioni più piccole da un sottorappresentanza, ma crea uno squilibrio rispetto alla Camera dove i seggi sono distribuiti in modo più proporzionale alla popolazione.

La XIX legislature ha visto Fratelli d’Italia emergere come primo partito in entrambe le Camere. Alla Camera, il partito di Giorgia Meloni ha ottenuto 117 seggi, seguito dalla Lega con 61 e Forza Italia con 54 (Camera dei Deputati – gruppi parlamentari). Al Senato, Fratelli d’Italia ha conquistato 63 seggi, la Lega 29 e Forza Italia 20 (Senato della Repubblica – composizione).

Le minoranze linguistiche presenti in Camera occupano 3 seggi nel gruppo misto, garantendo rappresentanza alle comunità slovene, tedesca e ladina (Openpolis – composizione aule).

La distribuzione dei seggi influisce direttamente sugli equilibri politici: il bicameralismo paritario italiano richiede che ogni legge passi attraverso entrambe le Camere con lo stesso testo, quindi una maggioranza solida in una Camera non è sufficiente se l’altra è più frammentata.

Quali sono i partiti politici presenti in Parlamento in Italia?

La composizione dei gruppi parlamentari nella XIX legislature riflette l’esito delle elezioni del 25 settembre 2022, che hanno portato a una vittoria netta della coalizione di centro-destra. La distribuzione dei seggi tra le forze politiche definisce gli equilibri su cui si basa il governo Meloni.

Maggioranze attuali

La maggioranza che sostiene il governo Meloni comprende Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, oltre ad altri alleati. Al Senato, la maggioranza di centro-destra conta 116 seggi su 206 (Openpolis – composizione aule). Alla Camera, i seggi della maggioranza sono 237 su 400, pari al 59,3% (Openpolis – composizione aule).

La soglia di maggioranza assoluta per governare è di 201 seggi alla Camera (la metà più uno dei 400) e 101 seggi al Senato (la metà più uno dei 200 elettivi). Il governo Meloni ha superato entrambe le soglie, garantendo stabilità.

Fratelli d’Italia è il partito più grande in entrambe le Camere, una posizione che non aveva mai raggiunto nella storia repubblicana. Questo gli conferisce un peso specifico notevole nelle dinamiche della coalizione, anche se le decisioni devono sempre tenere conto degli alleati.

Gruppi parlamentari

Oltre ai partiti di maggioranza, l’opposizione è rappresentata da diverse forze. Il Partito Democratico conta 36 seggi al Senato e un numero analogo alla Camera. Il Movimento 5 Stelle ha 26 seggi al Senato, posizionandosi come terza forza in quella Camera.

Al Senato sono presenti anche gruppi più piccoli come Italia Viva (8 seggi) e Per le Autonomie (7 seggi), che possono risultare determinanti per raggiungere le soglie di quorum in caso di votazioni su questioni specifiche (Senato della Repubblica – composizione).

I gruppi parlamentari non coincidono esattamente con i partiti: alcuni deputati o senatori possono cambiare gruppo nel corso della legislature, passando ad altre formazioni o al gruppo misto. Questi cambi di casacca possono modificare gli equilibri interni alle Camere.

Distribuzione per Camera

La distribuzione dei seggi differisce leggermente tra Camera e Senato perché le due Camere sono elette con sistemi elettorali diversi. Il Rosatellum prevede un sistema misto per la Camera, mentre il Senato utilizza un meccanismo simile ma con alcune differenze nella soglia regionale.

I seggi del Senato includono anche i senatori a vita, che portano il totale a 205. I senatori a vita non sono eletti ma nominati o di diritto, e partecipano ai lavori del Senato con gli stessi diritti dei senatori elettivi (Senato della Repubblica – composizione).

Per alcune votazioni, come l’elezione del Presidente della Repubblica, il quorum richiesto cambia durante le votazioni: nei primi scrutini serve il due terzi dei votanti, nei successivi la metà più tre quinti (Wikipedia – Parlamento italiano).

“La XIX legislature della Repubblica Italiana, in carica dal 13 ottobre 2022, è l’attuale legislature del Parlamento Italiano.”

Wikipedia – XIX legislature della Repubblica Italiana

La composizione dei gruppi può variare nel corso della legislature. Cambiamenti recenti come la nomina di nuovi presidenti di gruppo possono riflettersi nella leadership dei gruppi parlamentari. Per dati aggiornati, è consigliabile consultare i siti ufficiali della Camera e del Senato.

Come funziona il Parlamento italiano?

Il funzionamento del Parlamento italiano si basa sul principio del bicameralismo paritario, che assegna alle due Camere poteri identici. Comprendere questo meccanismo è essenziale per capire come vengono approvate le leggi e come funziona il sistema di controllo sul governo.

Funzioni legislative

La funzione primaria del Parlamento è quella legislativa. Entrambe le Camere hanno identici poteri nell’approvazione delle leggi: ogni disegno di legge deve essere approvato nello stesso testo da Camera e Senato per diventare legge (Senato della Repubblica – bicameralismo).

Questo significa che il Parlamento italiano funziona come bicameralismo perfetto paritario, diverso da sistemi dove la camera alta ha poteri ridotti o diversi. Ogni legge attraversa le stesse fasi in entrambe le Camere: discussione in commissione, discussione in aula, votazione.

Il procedimento legislativo inizia tipicamente con la presentazione di un disegno di legge da parte del governo, di un parlamentare o di iniziativa popolare. Il testo viene assegnato a una commissione permanente che ne discute e propone modifiche, prima del passaggio in aula per la discussione generale e la votazione finale.

Il controllo sul governo è un’altra funzione fondamentale del Parlamento. Le Camere controllano l’operato dell’esecutivo attraverso interrogazioni, interpellanze, commissioni d’inchiesta e la mozione di fiducia o sfiducia (Camera dei Deputati – funzioni).

Come funziona il controllo

Il Parlamento concede la fiducia al governo all’inizio della legislature e può ritirarla con una mozione di sfiducia. Questo potere di controllo è quotidiano: ogni settimana si tengono interrogazioni a risposta immediata in entrambe le Camere, trasmesse anche in televisione.

Sedute comuni

Le sedute comuni sono le occasioni in cui Camera e Senato si riuniscono insieme in un’unica assemblea. Si tengono a Palazzo Montecitorio e sono presiedute dal Presidente della Camera (Wikipedia – Parlamento italiano).

Le sedute comuni sono previste per funzioni specifiche: l’elezione del Presidente della Repubblica, l’elezione di alcuni giudici della Corte Costituzionale, il giuramento del Presidente della Repubblica e la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica.

Per l’elezione del Presidente della Repubblica, il Parlamento in seduta comune si riunisce con un quorum iniziale molto alto: nei primi tre scrutini serve la maggioranza di due terzi dei componenti l’assemblea. Dal quarto scrutinio in poi, è sufficiente la maggioranza assoluta.

La prossima elezione del Presidente della Repubblica è prevista per il 2029, data di scadenza naturale del mandato di Sergio Mattarella. Questo evento richiamerà l’attenzione pubblica sul ruolo del Parlamento in seduta comune e sui complessi giochi di negoziazione tra le forze politiche.

Poteri del Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica non è eletto dal popolo ma dal Parlamento in seduta comune, insieme a tre delegati regionali. Questo legame istituzionale rende il Parlamento protagonista dell’elezione della più alta carica dello Stato.

Il Presidente della Repubblica ha il potere di sciogliere le Camere, su proposta del Presidente del Consiglio. Lo scioglimento del 21 luglio 2022, che ha portato alle elezioni del 25 settembre, è stato deciso da Sergio Mattarella dopo le dimissioni del governo Draghi (Wikipedia – XIX legislature).

Il Presidente della Repubblica promulga le leggi approvate dal Parlamento, può rinviare una legge alle Camere per una nuova deliberazione, e rappresenta lo Stato nei rapporti internazionali. Il suo ruolo è quello di garante della Costituzione, non di capo del governo.

Il rapporto tra Mattarella e Meloni merita una nota: Mattarella ha sciolto le Camere nel 2022, aprendo la strada alla vittoria elettorale di Meloni. Da allora, il Presidente della Repubblica ha mantenuto un ruolo di garanzia, promulgando le leggi del governo e intervenendo pubblicamente quando necessario per ricordare i limiti costituzionali.

Chi ha più potere tra Mattarella e Meloni? La risposta dipende dal contesto: Meloni guida il governo e determina l’agenda politica quotidiana; Mattarella può influenzare le decisioni attraverso il potere di rinvio e il messaggio alle Camere, ma non può imporre le sue scelte. In momenti di crisi, come nel 2022, il ruolo presidenziale diventa più visibile.

In sintesi: Il Parlamento italiano ha ridotto i propri membri da 945 a 605 con la riforma del 2020, confermata dal referendum con il 70% dei voti. Oggi conta 400 deputati, 200 senatori elettivi e fino a 5 senatori a vita. La XIX legislature, in carica dal 13 ottobre 2022, vede Fratelli d’Italia come primo partito in entrambe le Camere, sostenendo il governo Meloni. Il bicameralismo paritario assegna poteri identici a Camera e Senato, con sedi separate a Montecitorio e Palazzo Madama.

Letture correlate: Governo Meloni · Economia italiana

Il Parlamento italiano, con la sua composizione di 400 deputati e 200 senatori, opera dalle sedi romane attraverso il composizione, sedi e funzioni tipiche del bicameralismo paritario.

Domande frequenti

Che cos’è il parlamentarismo italiano?

Il parlamentarismo italiano è un sistema politico in cui il governo deve avere la fiducia del Parlamento per governare. Il Parlamento, composto da Camera e Senato, ha poteri legislativi identici e controlla l’operato del governo. Si distingue dal presidenzialismo (come negli USA) e dal semipresidenzialismo (come in Francia).

Qual è la differenza tra Parlamento e Montecitorio?

Montecitorio è il nome di Palazzo Montecitorio, dove ha sede la Camera dei deputati. Il Parlamento è l’istituzione nel suo complesso, formata da Camera e Senato. Quindi Montecitorio è una delle due sedi del Parlamento, non il Parlamento stesso. È come chiamare “il governo” con il nome della sede dove lavora il presidente del Consiglio.

Dove sono le sedi del Parlamento italiano?

La Camera dei deputati ha sede a Palazzo Montecitorio, in Piazza di Montecitorio a Roma. Il Senato della Repubblica ha sede a Palazzo Madama, in Corso Rinascimento a Roma. Le sedute comuni di Camera e Senato riunite si tengono a Montecitorio.

Il Senato ha sede a Montecitorio?

No, il Senato non ha sede a Montecitorio. Montecitorio ospita solo la Camera dei deputati. Il Senato ha la sua sede a Palazzo Madama. È un errore comune confondere le due sedi, alimentato dal fatto che le sedute comuni (dove Camera e Senato si riuniscono insieme) avvengono a Montecitorio.

Chi è il Presidente del Parlamento italiano?

Il Parlamento italiano non ha un unico presidente. Ogni Camera ha il suo presidente: il Presidente della Camera dei deputati guida i lavori della Camera, mentre il Presidente del Senato guida i lavori del Senato. Per le sedute comuni, presiede il Presidente della Camera.

Come visitare il Parlamento italiano?

È possibile visitare le sedi del Parlamento prenotando attraverso il sito ufficiale www.parlamento.it. Sono disponibili percorsi guidati che includono la visita dell’Aula e degli spazi istituzionali. Le visite sono gratuite ma su prenotazione, e prevedono la presentazione di un documento di identità.

Quali sono i palazzi del Parlamento italiano?

I principali palazzi del Parlamento italiano sono Palazzo Montecitorio (Camera dei deputati), Palazzo Madama (Senato della Repubblica) e Palazzo di Via della Missione (uffici). A questi si aggiungono il Palazzo dei Gruppi Parlamentari e altri edifici annessi per gli uffici dei parlamentari.