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Energia Rinnovabile Italia – Record 48,8% Produzione 2024

Stefano Giorgio Ferrari Conti • 2026-04-05 • Revisionato da Elena Moretti

Nel 2024, le fonti rinnovabili hanno segnato un punto di svolta nel sistema energetico italiano. Nei primi sei mesi dell’anno, il settore FER ha coperto il 43,8% della domanda elettrica nazionale, balzando dal 34,9% registrato nello stesso periodo del 2023. Un dato ancor più significativo emerge dai 77 giorni in cui le rinnovabili hanno superato il 50% della richiesta nazionale, contro i soli due giorni dell’anno precedente.

A fine anno, secondo i dati trasmessi da Terna, la quota di produzione elettrica da fonti rinnovabili ha raggiunto il 48,8%, avvicinandosi alla soglia simbolica della maggioranza assoluta. Questa accelerazione riflette l’impatto combinato di nuovi impianti fotovoltaici, l’ottimizzazione dell’idroelettrico storico e il graduale affermarsi dell’autoconsumo nelle imprese.

Il cambiamento trova supporto in un quadro normativo in evoluzione, tra il decreto FER1, il nuovo regime FER2 per le PMI gestito da Invitalia e gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima. La transizione energetica influisce direttamente sui costi per famiglie e imprese, in un contesto di crescente attenzione alla sicurezza energetica nazionale.

Quali sono le principali fonti di energia rinnovabile in Italia?

Idroelettrico

Pilastro storico della produzione nazionale, rappresenta la fonte più consolidata nel mix italiano, sebbene il fotovoltaico stia progressivamente riducendo il divario.

Fotovoltaico

Settore in espansione rapida, trainato dagli incentivi per l’autoconsumo e dalla semplificazione autorizzativa, con assorbimento crescente di risorse incentivanti.

Mini-eolico

Soluzione preferenziale per le PMI nelle aree ventilate, spesso abbinato a sistemi di accumulo nei bandi per l’autoproduzione.

Altre fonti

Biomasse e bioenergie completano il contributo rinnovabile, con impatti localizzati che integrano la produzione su base stagionale e territoriale.

  • Nei primi sei mesi del 2024, le rinnovabili hanno coperto il 43,8% della domanda elettrica italiana
  • Per 77 giorni distribuiti nell’anno, la produzione FER ha superato la metà del consumo nazionale
  • A dicembre 2024, il 48,8% della produzione elettrica derivava da fonti rinnovabili
  • Il 40% delle risorse incentivanti è destinato alle regioni del Sud Italia
  • Gli impianti fotovoltaici assorbono la maggior parte degli incentivi, con 5,5 miliardi per il feed-in premium fisso
  • Le micro e piccole imprese accedono a contributi del 40% per impianti fotovoltaici e mini-eolici
  • Le risorse disponibili per il sostegno alle PMI ammontano a 320 milioni di euro
Anno Periodo Quota FER su domanda Quota FER su produzione Giorni >50%
2014 Annuale ~30% Dato non disponibile 0
2023 Gennaio-Giugno 34,9% Dato non disponibile 2
2024 Gennaio-Giugno 43,8% Dato non disponibile Vari (contenuti nei 77 totali)
2024 Dicembre Dato non disponibile 48,8%
2024 Annuale Dato non consolidato 48,8% 77
2025 Previsione costi

Quanto energia rinnovabile produce l’Italia?

Lo scorso anno ha registrato una crescita senza precedenti per il comparto delle fonti energetiche rinnovabili nel Paese. Secondo i dati pubblicati da InnovaPower, la copertura della domanda elettrica è passata dal 34,9% del primo semestre 2023 al 43,8% dello stesso periodo del 2024.

Il record dei 77 giorni oltre il 50%

QualEnergia ha documentato un traguardo storico: per 77 giorni, equivalenti a 12 settimane, le rinnovabili hanno superato il 50% della domanda elettrica nazionale. Il confronto con il 2023, quando ciò avvenne solo in due giorni, evidenzia l’entità del salto qualitativo.

Picchi di produzione 2024

I 77 giorni di predominanza rinnovabile rappresentano un record assoluto per il sistema elettrico italiano, concentrati principalmente nei mesi di primavera e autunno, quando la combinazione di idrodisponibilità e produzione fotovoltaica raggiunge i massimi livelli.

Dati di chiusura anno

A dicembre 2024, i dati Terna rilevano che il 48,8% della produzione elettrica totale derivava da FER. Questo dato posiziona l’Italia in linea con la traiettoria europea, pur richiedendo un’ulteriore accelerazione per raggiungere gli obiettivi decennali.

Quali incentivi ci sono per le rinnovabili in Italia nel 2024?

Il sistema incentivante italiano si articola tra meccanismi storici e nuovi interventi mirati. I costi totali per l’incentivazione sono cresciuti a 8,9 miliardi di euro nel 2024 (da 7,1 miliardi nel 2023), con previsioni di ulteriore incremento.

Il DM FER1 e i meccanismi tariffari

Il decreto FER1 (ex DM 4 luglio 2019) rimane attivo nella gestione degli impianti storici e di quelli in graduatoria. Secondo Rinnovabili.it, il feed-in premium fisso assorbe 5,5 miliardi di euro, mentre il meccanismo FiP variabile copre il 78% della differenza tra i 180 euro/MWh e il prezzo di mercato.

Il bando FER2 per le PMI

Gestito da Invitalia con il supporto del Ministero delle Imprese, il decreto FER2 stanzia 320 milioni di euro per l’autoproduzione di energia da fotovoltaico e mini-eolico nelle imprese. Le risorse si dividono in contributi in conto impianti: 40% per micro e piccole imprese, 30% per medie imprese e sistemi di accumulo, 50% per diagnosi energetiche.

Priorità per il Mezzogiorno

Il 40% delle risorse del bando è riservato alle imprese ubicate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Questa quota si somma al 40% destinato specificatamente alle micro e piccole imprese, creando una doppia preferenza per le realtà meridionali di minori dimensioni.

Calendario degli sportelli

Il Ministero delle Imprese ha definito le scadenze: lo sportello 1 ha chiuso il 17 giugno 2025, con graduatoria pubblicata il 21 novembre 2025 per 2.526 imprese ammesse. Lo sportello 2 ha chiuso il 10 novembre 2025.

Quali sono gli obiettivi italiani per le rinnovabili al 2030?

Il quadro strategico di medio termine è definito dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), che fissa traguardi vincolanti per il 2030 in linea con gli obblighi europei.

Target vincolanti del PNIEC

Il PNIEC prevede il raggiungimento del 30% di energia rinnovabile sul consumo finale lordo e del 65% sulla domanda elettrica entro il 2030. Questi obiettivi richiedono un’accelerazione significativa rispetto al 48,8% registrato a fine 2024.

Evoluzione futura degli oneri

Secondo le proiezioni ARERA riportate da Rinnovabili.it, i costi complessivi per l’incentivazione cresceranno fino al 2033, per poi registrare un calo progressivo. Nel 2025 si prevedono 9,6 miliardi di euro destinati al settore, con un incremento rispetto agli 8,9 miliardi del 2024.

Transizione energetica europea

L’impegno italiano si inserisce nella strategia di indipendenza energetica dell’Unione Europea. La crescita delle rinnovabili nel 2024 risulta allineata alle direttive comunitarie, con particolare attenzione alla riduzione della dipendenza da fonti fossili estere.

Come sta evolvendo la produzione di rinnovabili in Italia?

L’evoluzione del settore mostra una traiettoria di crescita accelerata negli ultimi anni, coronata dai risultati del 2024.


  1. Crescita graduale dalla quota del 30% al 34,9% nei primi sei mesi del 2023, con espansione costante ma moderata.

  2. Salto al 43,8% di copertura della domanda, con 77 giorni oltre il 50% che segnano un cambio di paradigma.

  3. Chiusura d’anno al 48,8% di produzione elettrica da FER secondo i dati Terna.

  4. Chiusura dello sportello 1 per l’autoproduzione PMI, con graduatoria prevista per il 21 novembre 2025.

  5. Termine presentazione domande per lo sportello 2 del bando FER.

  6. Termine ultimo per raggiungere l’obiettivo del 65% di rinnovabili sulla domanda elettrica e del 30% sul consumo finale lordo.

Differenza tra FER1 e FER2 in Italia: cosa è certo e cosa resta da definire

Elementi consolidati

  • Le statistiche Terna sulla produzione e domanda 2024 sono definitive e certificate
  • I consuntivi ARERA sui costi incentivanti (8,9 miliardi per il 2024) risultano auditati
  • Le date di chiusura degli sportelli Invitalia (17 giugno e 10 novembre 2025) sono vincolanti
  • Gli obiettivi PNIEC 2030 (65% elettrica, 30% consumo finale) sono normativamente fissi

Aree di incertezza

  • Non risultano disponibili mappe dettagliate della distribuzione geografica degli impianti attivi nel 2024
  • I costi specifici per l’installazione fotovoltaico residenziale non sono quantificati nelle fonti ufficiali disponibili
  • Le tempistiche autorizzative per nuovi impianti di grandi dimensioni rimangono variabili per regione
  • L’andamento dei prezzi dell’energia influenza l’entità degli oneri per il meccanismo FiP, rendendo imprevedibili i costi futuri

Qual è il ruolo del GSE nelle rinnovabili?

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) svolge una funzione centrale nella governance italiana delle rinnovabili, gestendo l’incentivazione attraverso meccanismi come i Certificati Verdi e le tariffe onnicomprensive. Pur non essendo emersi dettagli specifici sulle attività 2024 nelle fonti disponibili, il ruolo dell’ente rimane implicito nella gestione dei decreti FER e nella rendicontazione ARERA.

L’ente garantisce il collegamento tra la produzione decentralizzata e il sistema elettrico nazionale, gestendo gli aspetti tecnici e amministrativi degli impianti incentivati. La sicurezza energetica nazionale dipende anche dalla resilienza di queste infrastrutture gestite e monitorate dal GSE.

Quali fonti garantiscono l’affidabilità dei dati sulle rinnovabili?

L’analisi si basa su dati trasmessi da enti istituzionali e operatori settoriali. Terna fornisce le statistiche definitive sulla produzione elettrica, mentre ARERA certifica i consuntivi economici degli incentivi. Invitalia gestisce le graduatorie dei bandi per le PMI, e il Ministero delle Imprese (MIMIT) definisce i decreti attuativi.

Le fonti rinnovabili hanno coperto il 43,8% della domanda nei primi sei mesi del 2024, con 77 giorni oltre il 50% della richiesta nazionale.

— Dati Terna e QualEnergia, 2024

Qual è la sintesi della situazione delle rinnovabili in Italia?

Il 2024 ha rappresentato un anno di svolta per il settore delle fonti rinnovabili in Italia, con la quota di produzione che ha toccato il 48,8% e una copertura della domanda mai raggiunta prima. Il sistema incentivante, pur richiedendo investimenti crescenti (9,6 miliardi previsti per il 2025), sta spostando il focus sull’autoconsumo delle PMI e sullo sviluppo del Mezzogiorno. Il raggiungimento degli obiettivi PNIEC 2030 resta fattibile ma richiede il superamento delle incertezze autorizzative e l’accelerazione degli investimenti nelle infrastrutture di rete.

Domande frequenti

Dove sono concentrati gli impianti rinnovabili in Italia?

Dati regionali dettagliati per il 2024 non risultano disponibili nelle fonti ufficiali. Tuttavia, il decreto FER2 destina il 40% delle risorse incentivanti alle regioni del Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), indicando una politica di riequilibrio territoriale.

Quali sono i vantaggi delle rinnovabili per l’Italia?

L’autoconsumo immediato e differito, lo stoccaggio energetico, la riduzione della dipendenza da fonti estere, la sostenibilità economica a lungo termine e l’accesso a certificazioni ambientali prioritarie per le imprese.

Come installare un impianto rinnovabile in Italia?

Le PMI possono accedere ai bandi FER2 gestiti da Invitalia, presentando domanda negli sportelli annuali. Per il fotovoltaico residenziale, la procedura richiede pratiche edilizie semplificate e l’iscrizione alla contabilità GSE.

Quali sono i costi medi per un FV residenziale?

Le fonti ufficiali disponibili non quantificano specificamente i costi di installazione per il fotovoltaico residenziale. Gli oneri generali per l’incentivazione includono 5,5 miliardi per il feed-in premium fisso, ma i prezzi di mercato rimangono variabili regionalmente.

Quali regioni italiane hanno priorità negli incentivi 2024?

Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia beneficiano del 40% delle risorse destinate all’autoproduzione delle PMI, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo energetico del Mezzogiorno.

Cosa differenzia il DM FER1 dal FER2?

Il DM FER1 (ex luglio 2019) gestisce gli impianti storici e grandi dimensioni con meccanismi tariffari variabili. Il FER2 si concentra specificamente sull’autoconsumo delle PMI tramite contributi in conto impianti gestiti da Invitalia.

Qual è il ruolo specifico del GSE?

Il Gestore dei Servizi Energetici gestisce gli aspetti tecnici-amministrativi degli impianti incentivati, eroga le tariffe onnicomprensive e i feed-in premium, e mantiene la contabilità dei certificati verdi.

Stefano Giorgio Ferrari Conti

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