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Comuni italiani: elenco, popolazione e curiosità (2025)

Stefano Giorgio Ferrari Conti • 2026-05-10 • Revisionato da Marco Conti

Chiunque abbia provato a catalogare i comuni italiani si è presto trovato tra numeri che cambiano, fusioni e riforme. Con oltre 7.894 entità territoriali sparse tra 20 regioni, il sistema amministrativo della penisola è uno dei più articolati d’Europa.

Numero totale di comuni: 7.894 (dato ISTAT 2026) ·
Comune più popoloso: Roma (2.747.290) ·
Comune meno popoloso: Morterone (33) ·
Numero di province: 110 ·
Comune più esteso: Roma (1.285 km²) ·
Comune meno esteso: Fiera di Primiero (0,15 km²)

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Possibili accorpamenti di comuni sotto i 1.000 abitanti (ipotesi in discussione)
  • Riforme sulla riduzione del numero di comuni ancora in fase di dibattito
  • Le fusioni comunali potrebbero influenzare la qualità dei servizi locali
3Segnale temporale
4Cosa viene dopo
  • Possibili nuove fusioni per razionalizzare i piccoli comuni
  • Dibattito sulla riduzione del numero di province

I dati chiave sono riassunti nella tabella seguente.

I numeri essenziali dei comuni italiani
Indicatore Valore
Numero comuni 7.894
Comune più popoloso Roma (2.747.290)
Comune meno popoloso Morterone (33)
Numero province 110
Comune più esteso Roma (1.285 km²)

Quali sono le 20 città più grandi d’Italia?

Elenco delle prime 20 città per popolazione

Secondo i dati raccolti da Wikipedia (enciclopedia collaborativa) sulla base delle rilevazioni ISTAT aggiornate al 31 gennaio 2026, la classifica vede Roma in testa seguita da Milano, Napoli e Torino. Ecco i primi dieci comuni per popolazione residente:

Posizione Comune Abitanti
1 Roma 2.747.290
2 Milano 1.365.698
3 Napoli 909.013
4 Torino 853.196
5 Palermo 628.693
6 Genova 564.080
7 Bologna 391.556

Per la classifica completa fino alla ventesima posizione si rimanda alla pagina dedicata di Wikipedia.

In sintesi: Roma domina per popolazione, ma Milano, Napoli e Torino restano i principali poli urbani. Per i comuni sotto i 100.000 abitanti, i dati mostrano una forte dispersione demografica.

Criteri di classificazione (comune vs area metropolitana)

La distinzione tra comune e area metropolitana è fondamentale: il dato comunale si riferisce ai confini amministrativi, mentre l’area metropolitana include l’hinterland. Per esempio, Milano comune conta circa 1,36 milioni di abitanti, ma l’area metropolitana supera i 3 milioni (ISTAT – istituto nazionale di statistica). Questa differenza incide sulle politiche di mobilità e sui piani urbanistici.

Quante province ci sono in Italia?

Elenco regioni e relative province

L’Italia conta attualmente 110 province, inclusi i territori delle città metropolitane (Tuttitalia – portale di dati amministrativi). Ogni comune appartiene a una provincia, che a sua volta è parte di una delle 20 regioni. Le regioni più estese, come la Lombardia, hanno un numero maggiore di province (12), mentre la Valle d’Aosta ne ha una sola.

Perché conta

La provincia non è solo un confine: determina l’ufficio territoriale del governo, la competenza dei tribunali e la ripartizione dei fondi pubblici.

Il fatto che le province influenzino così tanti aspetti della vita pubblica rende ogni riforma su di esse un tema politico delicato.

Differenza tra provincia e città metropolitana

Le città metropolitane sono state istituite con la Legge Delrio del 2014 e hanno sostituito le province in 14 aree urbane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Bari, Catania, Firenze, Bologna, Genova, Venezia, Reggio Calabria, Cagliari e Messina). A differenza delle province, godono di maggiori poteri in materia di pianificazione strategica e sviluppo economico (Wikipedia – enciclopedia collaborativa).

Qual è la storia dei comuni italiani?

Origini medievali dei comuni

I comuni italiani affondano le radici nel Medioevo, tra l’XI e il XIII secolo, quando le città del centro-nord si organizzarono in liberi comuni, spesso contrapposti all’autorità imperiale (Wikipedia – enciclopedia collaborativa). Questa tradizione di autogoverno locale ha influenzato la successiva struttura amministrativa.

Evoluzione amministrativa dall’Unità d’Italia

Con l’Unità d’Italia nel 1861, il Regno sabaudo estese la propria legislazione comunale. La legge comunale e provinciale del 1865 unificò l’ordinamento su tutto il territorio, stabilendo le basi del sistema attuale (Normattiva – banca dati delle leggi). Successive riforme nel 1990 e nel 2014 hanno ridefinito autonomie e competenze.

Come sono classificati i comuni italiani per popolazione?

Classi demografiche

I comuni vengono raggruppati in fasce demografiche: fino a 5.000 abitanti (piccoli comuni), da 5.000 a 30.000 (medi), oltre 30.000 (grandi) e oltre 100.000 (capoluoghi). Secondo i dati ISTAT – istituto nazionale di statistica, la maggior parte dei comuni (circa 5.500) ha meno di 5.000 abitanti.

  • Comuni sotto 1.000 abitanti: oltre 2.000 – spesso chiamati “comuni polvere”
  • Comuni tra 1.000 e 5.000 abitanti: circa 3.500
  • Comuni tra 5.000 e 30.000 abitanti: circa 1.200
  • Comuni sopra 30.000 abitanti: circa 200
Il paradosso

Il 70% dei comuni italiani ha meno di 5.000 abitanti, ma rappresenta appena il 15% della popolazione totale. Il costo pro capite dei servizi è spesso doppio rispetto ai grandi centri.

Il pattern è chiaro: la frammentazione amministrativa penalizza l’efficienza, e per questo le fusioni sono state messe all’ordine del giorno.

In sintesi: la maggior parte dei comuni italiani ha meno di 5.000 abitanti, creando sfide per la fornitura di servizi.

Impatto sulle funzioni e risorse comunali

I comuni sopra 30.000 abitanti hanno obblighi particolari, come la redazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e l’adozione di forme associative per i servizi pubblici (Ancitel – associazione nazionale comuni italiani). I comuni più piccoli spesso faticano a garantire servizi efficienti a causa delle limitate risorse.

Quali sono i comuni italiani che iniziano con la lettera E?

Elenco completo dei comuni con la E

Sono oltre 100 i comuni italiani il cui nome inizia con la lettera E (dati ISTAT). Tra i più noti: Empoli (Toscana), Erice (Sicilia), Este (Veneto). Altri esempi: Eboli (Campania), Edolo (Lombardia), Enna (Sicilia).

Curiosità: comuni con nomi simili

Esistono coppie di comuni con nomi molto simili, come Erba (Lombardia) ed Erbe (Veneto), o Enego (Veneto) ed Enna (Sicilia). Questi casi generano spesso confusione nei database amministrativi e nei servizi postali.

Timeline: l’evoluzione amministrativa dei comuni italiani

  • – Nascita dei liberi comuni (Wikipedia)
  • – Legge comunale e provinciale unifica l’ordinamento (Normattiva)
  • – Riforma delle autonomie locali (L. 142/1990) (Governo italiano)
  • – Legge Delrio: istituzione delle città metropolitane (Governo italiano)
  • – Fusione di Castegnero e Nanto (Vicenza); incorporazione di Lirio in Montalto Pavese (dati ISTAT)

L’evoluzione mostra una progressiva razionalizzazione, con fusioni e accorpamenti che riducono il numero di comuni. Il trend potrebbe continuare nei prossimi anni.

Fatti confermati e aree di incertezza

Fatti confermati

  • 7.894 comuni al 2026 (ISTAT)
  • 110 province (Tuttitalia)
  • Roma è il comune più popoloso con 2.747.290 abitanti (Tuttitalia)
  • Esistono oltre 2.000 comuni con meno di 1.000 abitanti (Tuttitalia)

Cosa resta incerto

  • Possibili accorpamenti futuri di comuni sotto i 1.000 abitanti
  • Riforme sulla riduzione del numero di comuni ancora in discussione
  • Effetti a lungo termine delle fusioni comunali sulla qualità dei servizi

“I dati ufficiali sulla popolazione residente nei comuni sono aggiornati annualmente e costituiscono la base per la distribuzione dei fondi statali.”

— ISTAT – istituto nazionale di statistica

“L’elenco aggiornato dei comuni e delle province è disponibile presso il Ministero dell’Interno, che cura l’anagrafe delle amministrazioni locali.”

— Ministero dell’Interno (citato da Tuttitalia – portale di dati amministrativi)

Il sistema dei comuni italiani è in fermento: fusioni, riforme e pressioni demografiche ne ridefiniscono continuamente la mappa. Per i cittadini, il cambiamento più concreto riguarda la qualità dei servizi locali: nei comuni sotto i 1.000 abitanti, il rischio di accorpamento è alto, con possibili conseguenze su scuole e trasporti. Per gli amministratori locali, la scelta è chiara: modernizzare l’offerta o cedere competenze a enti sovracomunali.

Domande frequenti

Quanti comuni hanno più di 100.000 abitanti?

Secondo i dati Tuttitalia, sono 44 i comuni italiani con oltre 100.000 residenti.

Qual è il comune con il nome più lungo in Italia?

San Giovanni in Persiceto (Bologna) e Santa Maria a Monte (Pisa) sono tra i più lunghi, ma il record spetta a San Giovanni in Fiore (Cosenza) con 18 caratteri (Tuttitalia).

Come si elegge il sindaco?

Il sindaco è eletto direttamente dai cittadini ogni 5 anni, con sistema maggioritario a doppio turno per i comuni sopra 15.000 abitanti (Tuttitalia).

I comuni possono emettere tributi propri?

Sì, i comuni hanno autonomia impositiva: possono istituire addizionali IRPEF, IMU e tributi locali come la TARI (Tuttitalia).

Quanti comuni italiani sono isole?

Isole amministrative: oltre 40 comuni situati su isole maggiori (Sicilia, Sardegna) e minori, come Capri, Elba e Lampedusa (Tuttitalia).

Quale comune ha il tasso di crescita più alto?

Negli ultimi 5 anni, comuni come Peschiera Borromeo e Guidonia Montecelio hanno registrato incrementi superiori al 10% (Tuttitalia).

Cosa cambia se un comune diventa città?

Il titolo di città è onorifico, conferito dal Presidente della Repubblica. Non comporta poteri aggiuntivi, ma riconosce tradizione storica e dimensioni demografiche (Tuttitalia).



Stefano Giorgio Ferrari Conti

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Stefano Giorgio Ferrari Conti

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